martedì 20 gennaio 2009

No Fair No Play - Italian Team

Ci sono personaggi nel mondo dello sport, ma anche dell’informazione,
dello spettacolo, della tv o del cinema, che con le loro imprese
hanno segnato un’epoca e che abbiamo amato incondizionatamente
per le emozioni indicibili che ci hanno donato.
Questi personaggi ci sono rimasti nel cuore. Ora sono nel Team NFNP.


LUCIANO CAPPONIScrittore e regista - Presidente Com. Etico NFNP
Non ha segnato un’epoca, non ci ha donato emozioni indicibili, non l’abbiamo amato incondizionatamente… O no? Spesso la verità, come diceva Saint Exupery, non è ciò che è dimostrabile, ma ciò che è ineluttabile. E che Luciano Capponi sia nel nostro cuore e nel Team NFNP lo è. Ineluttabile, no? Chiamato amichevolmente il ‘Pele bianco’, la sua è una maglia 10 ad honorem. E come potrebbe essere diversamente? Sua l’ideazione del progetto, sua la regia. Suoi i paradossi che accompagnano il pallone NFNP, in campo e fuori dal campo. Chi può ancora essere certo che non ha segnato (o segnerà) un’epoca, che non ci ha donato emozioni indicibili e che non l’amiamo incondizionatamente?

GIANFRANCO ZOLAAmbasciatore NFNP
Tenace, spettacolare ‘Cavaliere dell’Impero Britannico’. I titoli gli vengono, rispettivamente, dal dna sardo, dalla maestria naturale e dalla Regina Elisabetta II. Il curriculum di ‘Magic Box’ (come lo chiamavano al Chelsea), vanta una bandiera a molte stelle, in cui spiccano fantasia e talento, correttezza e lealtà sorridente, fair play indiscutibile, ma anche simpatia e generosità. La sua tecnica fuori dal comune, le doti di grande rifinitore, l’eleganza del bomber straordinario che accendeva cuori e stadi, ora sono dedicate alla Nazionale Under 21, di cui è consulente tecnico. E a No Fair-No Play. La sua maglia numero 10, generosa e affidabile, esperta e appassionata è il vessillo-testimonial del progetto e, naturalmente, del TEAM NFNP.

NEVIO SCALAIl super mister
Di Nevio Scala, campione e maestro di campioni, sono davvero poche le parole da spendere, soprattutto per il suo stile dentro e fuori dal campo. Sono i risultati a parlare per lui, sia quando giocava da grintoso mediano del Milan, col quale ‘spazzolò’ scudetto, Coppa delle Coppe e Coppa dei Campioni, sia come Mister ineguagliato del Parma, in cui il gioco ardito e tempestoso gli fruttò la promozione in A, la Coppa Italia, la Coppa delle Coppe e la Coppa Uefa. La Coppa Intercontinentale arrivò col Borussia Dortmund, seguì lo Spartak Mosca e poi lo Shaktar Donez, Ucraina, con un nuovo scudetto. Ora, con lo stile di chi possiede, quasi per diritto di rango, il raro senso della vita, si consente di fare ciò che più gli piace e di dire sì e no (più spesso no) a qualunque proposta lo allontani troppo dalla sua vita e dal… suo trattore.

PATRIZIO OLIVAPugilato
Lo ‘sparviero’ è considerato uno dei migliori pugili della boxe italiana. Fisico perfetto per una disciplina durissima, eredita la passione per la boxe da papà Rocco e dal fratello Mario (uno dei sette figli Oliva). Ma sarà a Ciro, morto in giovane età, che dedicherà l’oro olimpico e la bandierina piantata sulla cima della sua montagna personale, scalata ogni giorno con determinazione e dolore, ardore e umiltà. Spirito sagace e acuto, non sa usare solo le mani per ‘dire la sua’. Voce di grande talento musicale e innegabile sensibilità, piglio ironico e rara intelligenza, è sempre pronto a salire generosamente sul ring della vita. Magari per schierarsi a favore dei ragazzi meno fortunati e donare loro il suo sorriso.

PALMARES:
Medaglia
d’oro alle Olimpiadi di Mosca dell’80 – Trofeo al miglior pugilatore olimpico. 55 incontri di cui vinti 53 (21 per KO) e due sconfitte ai punti. Titolo italiano, Titolo del mondo e Titolo europeo pesi welter. Ora gestisce con la moglie Nilia il ristorante –piano bar ‘Guantone d’oro’ a Formia.


TONY CAPUOZZOVicedirettore TG5 – Direttore del settimanale del TG5 ‘TERRA’
Padre napoletano, madre triestina. Forse è la discendenza da territori di frontiera, forse lo spirito sagace e intuitivo, forse l’amore per l’avventura, certo è che Tony è diventato ‘il’ cronista di guerra per eccellenza. Scrittore dalle sfumature impreviste, cui ci ha abituato nei sui straordinari reportage televisivi e letterari, orso di carattere, tenero di cuore, fanciullo tenace e sorprendente, capace di… assorbire bordate (in porta) e di parare tiri impossibili, è lui la ‘roccia di Gibilterra’ di NFNP. Insieme ad Antonio Arena.

PALMARES:
Premio Ila
ria Alpi come inviato di guerra. Premio Saint Vincent per il servizio ‘ Il dramma delle foibe’. Premiolino Terrazza Martini e il Max David. Premio speciale giornalismo Soliditas. Premio Obiettivo Europa. Premio ‘Cinque Stelle per il giornalismo’. ‘Premio per la pace’


FRANCESCO SALVI - Attore
Genio eclettico, apprezzato in Italia per la sua vis comica e all’estero per il suo grande talento cinematografico, la sua inarrestabile energia vola dallo spettacolo alla musica, volteggia tra il cabaret e la fiction televisiva, gioca con lo sberleffo e il dramma, si esalta nella scrittura e nel cinema, suoi grandi impossibili amori. Si arrende a un momento di tregua solo davanti a un “Wafer: una delle poche parole dolci che cominciano per ‘vaf’” [citazione di Francesco].


LUIGI CONTE Team manager NFNP
Team manager della formazione NFNP, ex giocatore di calcio, dinamico centrocampista di quella Nazionale Militare di Mister De Sisti che si aggiudicò nella stagione 90/91 il Campionato Mondiale, il ‘conte’ vanta quarti di nobiltà di tutto rispetto. Non solo per le sue origini valacche e gli antenati che si fregiavano dello stemma araldico della Repubblica Marinara di Pisa, ma anche per i titoli accademici e i meriti sportivi (di cui ha ancor oggi grande rimpianto). Le sue passioni: le auto veloci, il biliardo e (come tutto il team, tutti i team…) le donne.
I suoi sogni nel cassetto: pilotare un elicottero (un ‘mangusta’, che altro sennò?), ma non ha mai preso lezioni di volo; rivestire un ruolo nella Banca Centrale Europea, e i titoli ci sono tutti. Vivere in un faro, desiderio che lo accompagna da quando bambino ne sorvolò uno (davvero magico) in elicottero. Quale realizzerà?


GIUSEPPE ABBAGNALE Canottaggio
(Specialità del due col fratello Carmine e con Giuseppe di Capua timoniere). Dire canottaggio da sempre è come dire ‘fratelli Abbagnale’, considerati come ‘il miglior equipaggio in assoluto dell’intera storia dello sport remiero’. I due fratelloni di Castellamare di Stabia (per i quali tanta voce ha perso Giampiero Galeazzi) hanno dominato per 12 anni la scena internazionale. Nel loro carnet una manciata di record quasi impossibili da superare.

PALMARES:
2 Meda
glie d’oro alle Olimpiadi di Los Angeles (84) e Seul (88). Sette titoli mondiali. Numerosi titoli italiani.

GENNARO DI NAPOLIAtletica
Specialità: mezzofondo. Vita ‘on the road’, cuore in corsa sulle strade del mondo, Genny ha nei piedi i chilometri di diversi giri della terra, percorsi abbattendo distanze e record. Sacrificio, coraggio, impegno e generosità hanno costruito una carriera da guinness, una vita che è una lunga staffetta costellata di ori, un grande atleta. Un grande uomo.

PALMARES:
39 presenze in Nazionale. Campione eu
ropeo Juniores mt. 1500 (Birmingham 87). Campione europeo mt. 3000 indoor (Genova 92). Due volte campione del mondo mt. 3000 indoor (93/95 Toronto – Barcellona). Quattro Coppe Europa mt. 5000 (95-96-97-99). Oro ai Giochi del Mediterraneo mt. 1550 (Atene 91). Otto titoli italiani assoluti mt. 1500 – 5000 (90-91-92) 3000 indoor (97-98- 2000) cross (96). Tre Olimpiadi ( Seul 88 – Barcellona 92 – Atlanta 96). Quarto classificato alla Coppa del mondo mt. 1500 Barcellona 89. Pluriprimatista italiano: 1500 – 2000 – 3000 – 3000 indoor. Rappresentante per l’Europa nella Coppa del Mondo - Campione europeo a squadre di cross - Campione europeo 4x1500.

SANDRO CUOMOScherma
Praticamente da sempre nella Polizia di Stato, fuoriclasse olimpionico italiano di spada, nonché campione di vela d'altura, appassionato di videocomputer, ha un grande sogno: avere un po’ più di tempo a disposizione. Magari per dedicarsi di più alla vela e, chissà, entrare nel Team della Coppa America.

INCARICHI ISTITUZIONALI
Dirigente del CONI, Ct della nazionale di Spada, membro esecutivo Confederazione Europea di scherma, presidente della Commissione Competizioni (carica che ricopre a tutt’oggi). Attualmente: docente alla facoltà di Scienze della Formazione presso l’Università Suor Orsola Benincasa (Napoli) e di Scienze Motorie all’Università di Cassino e nell’ateneo Parthenope di Napoli.

PALMARES:
4 Olimpiadi – 2 coppe del Mondo - Giochi del Mediterraneo - Giochi mondiali militari – Coppa Europa – 4 volte Campione Italiano assoluto individuale. Campione olimpico di spada alle Olimpiadi di Atlanta (‘96)


ROBERTA ANTIGNOZZICalcio/Flag football
Romanista dalla nascita, calciatrice col ruolo di centrocampista, palmares di due scudetti e una convocazione in Nazionale Under 19. Miscela esplosiva di grinta, cuore e tecnica, Roberta possiede doti davvero fuori dal comune, condite da grande umiltà e serietà, che fanno di lei una vera fuoriclasse. La svolta alla sua carriera è un incontro che le fa cambiare colore… e vita. Indossa la maglia rosso nera del Milan e incontra il coach più coach dell’universo: Max Bertolani, (anche se non in questa sequenza temporale). Galeotta fu la preparazione atletica, responsabile (anche) della favola d’amore di Roberta e Max. La splendida forma fisica recuperata porta il Milan e il cambio di maglia, ma Roberta aveva già cambiato colore. Con Max…

MAX BERTOLANIFootball americano/Flag football
Segno: Leone. E come potrebbe essere diversamente? Lui, gentleman della palla ovale, che coniuga forza e bellezza, energia e intelligenza, non può far altro che godersi i riflettori che gli spettano per diritto di nascita. Tenace e determinato ha inseguito e costruito il suo ‘sogno nel cassetto’: 23 anni nel Football americano, maglia azzurra, capitano ai Mondiali ed Europei, ambasciatore e promoter, talent scout e campione di body fitness. Preparatore atletico, motivatore e tecnico specializzato, ma anche conduttore televisivo per Play Tv, ex tronista…
Impossibile che sia ex, il trono è solo suo, anche se Max possiede qualcosa che il reale signore della foresta non conosce: sorriso, generosità, complicità. Queste le gemme della sua corona (dopo Roberta naturalmente)

Nota sul Flag Football
Nasce negli Stati Uniti per dar modo a c
hiunque di giocare a football senza troppi danni. Il nome deriva dalla bandierina (flag) che ogni giocatore porta sui fianchi. Strappargliela equivale ad averlo placcato e bisogna interrompere l’azione. Tutto il resto è come nel football: schemi di gioco, lanci, ricezioni, corse in progressione fino alla meta. Max è stato il fondatore della squadra italiana ‘Gladiatori Milano’, insieme a Roberta.

BEPPE INCOCCIATICalcio
Il pallone ha guidato la sua vita da quando aveva sei anni. A tredici anni Beppe (che dai tifosi verrà chiamato affettuosamente Omar in onore del grande "Cabezon" Sivori per quel sinistro di "seta" e i calzettoni spesso abbassati) entra nelle giovanili del Milan dove comincia a far valere i propri mezzi atletici e tecnici, a diciassette debutta in serie A e gioca in tutte le nazionali, compagno o avversario dei più grandi campioni mai esistiti: Pelè ,Cruiff , Rivera , Falcao , Platini , Zico ecc.
Compagno e grande amico di Maradona e Careca, difende lo scudetto del Napoli 1990 realizzando 15 gol tra Campionato e Coppa Campioni. Anche Bologna, Ascoli, Atalanta, Pisa, Empoli le squadre della sua carriera, dove confeziona circa 400 partite e più di 120 gol. Allenatore e opinionista televisivo, oggi nella Scuola Calcio Milan insegna ai giovani come diventare campioni.

ANTONIO ARENACalcio
Ruolo: portiere. Dalla Turris in C2 al Catanzaro in B alla Triestina nelle felice stagione che la traghettò in A. Poi l’infortunio che lo costrinse ad appendere gli scarpini al chiodo. Ma non per molto, da alcuni anni disputa il Campionato Intersociale di calcio. Mastino napoletano, difficile violare il suo territorio, amenoché (cosa assai rara in campo), qualcuna delle sue ‘passioni irresistibili’ non attraversi lo specchio della porta. Le sue passioni, i suoi hobby, le scintille che gli fanno accendere gli occhi sono (solo) 3: la cucina (di cui è uno squisito cultore), i cani (possiede un dogue de Bordeaux, un guardiano implacabile, possente, agile e tenerone come lui), le donne. Sicuramente non in questa successione. Adora le coccole, detesta l’arroganza, crede incondizionatamente nell’amicizia. Particolarità: una manciata di tatuaggi ‘strategici’. Notevole il cavallo alato sul tricipite… Il suo motto: Non lasciare che il passato ti dica chi sei ma chi diventerai.

ENRICO ZAZZARO Calcio
Ex portiere del Napoli di Maradona, come pedina di scambio, peraltro molto gradita dalla Torres, consentì il trasferimento al Napoli di Gianfranco Zola. Giocatore di ‘grande’ portata atletica, dedica le sue energie e la sua esperienza ai giovani che allena e dirige in diverse attività sportive.



PAOLO SCUTELLAROVela
Ideatore di Italian Challenger
Team manager di Mascalzone Latino
3 volte campione del mondo, è sicuramente l’uomo più in vista del Mascalzone Latino Sailing Team.






DIEGO OCCHIUZZIScherma
Specialità: sciabola

PALMARES:
Medaglia d’argento a squadre nel Campionato mondiale San Pietroburgo (2007).
Ad Algeri ha conquistato il pass per le olimpiadi di Pechino 2008.





PAOLO DI CANIOCalcio
Ex calciatore - Ruolo: attaccante. Ha giocato: Lazio - Juventus – Napoli – Milan – Celtic

PALMARES:
Uno degli episodi più famosi della carriera di Di Canio si consuma il 18 dicembre 2000 durante la partita Everton - West Ham. Il portie
re dei padroni di casa, Paul Gerrard, si avventura in un'uscita al limite dell'area ma le sue ginocchia cedono e cade su se stesso. La palla schizza verso l'ala destra dove Trevor Sinclair mette al centro un cross per Di Canio che poteva indisturbato insaccare il gol decisivo (la situazione era infatti sull'1-1). Di Canio, invece, afferra la palla con le mani fermando il gioco. Appena la folla capì quello che era successo, il Goodison Park esplose in una standing ovation e Di Canio ricevette il premio Fair Play dell'anno unito ad una lettera ufficiale di encomio della FIFA, firmata da Joseph Blatter.

ANTONIO DI CANIOCalcio
Fratello di Paolo, col quale condivide la passione per il pallone, da sempre sensibile alle politiche sportive giovanili, preferisce dedicare la sua esperienza e capacità tecnica alle scuole calcio piuttosto che alle formazioni professionistiche. Dovunque ci siano ragazzini da ‘instradare’ alla passione lui è lì, pronto a sostenere, incoraggiare, guidare. Insieme a Silenzi e Venturin (ex Napoli e Torino) costituisce lo staff tecnico delle Giovanili della Cisco Roma.


DANIELE BRACCIALITennis
Soprannome: ’Braccio’.
Si allena nella Blue Team Tennis Academy con gli azzurri Luzzi e Storace. Destro – Attaccante da fondocampo – Colpi migliori: servizio e dritto.

PALMARES:
Vincitore
del challenger sull’erba di Surbiton (Inghilterra). Torneo ATP di Casablanca. Finalista Wimbledon.



PETER RUNGGALDIER - Sci
Unico sciatore italiano ad aver vinto la Coppa del Mondo di supergigante, portò l’eccellenza, insieme a Kristian Ghedina, nella squadra italiana di velocità, che venne soprannominata, dopo le loro imprese, ITALJET. Il team di quegli anni riuscì ad esprimersi agli alti livelli delle ben più quotate Austria e Svizzera. Ora è direttore della Scuola di sci di Selva di Val Gardena.

PALMARES:
Campionati Mondiali Juniores (bronzo in combinata). Olimpiadi i Lillehammer (94) e Nagano (98). COPPA DEL MONDO: 12 podi. 2 vittorie in superG. 5 secondi posti (3 in discesa libera, 2 in superG). 5 terzi posti (2 in discesa libera, 3 in superG)


KATIA SERRA - Calcio
Lei all’asilo ci andava già col pallone nel cestino al posto della merenda. Palestra, cortile, campetto, qualsiasi spazio andava bene, l’importante era avere il pallone. Racconta sorridendo che giocava in un cortile in discesa, o salita. Dipendeva dalla porta che si doveva attaccare. Un tempo a correre in salita per segnare e un tempo a scendere per realizzare il gol. Ricorda le sfide col fratello, i ricatti che accettava pur di giocare. Era lei che di corsa si faceva quattro rampe di scale per recuperare la palla caduta dal terrazzo. O i match nel salotto di casa col tavolino della macchina per cucire che faceva da porta. Per salvare gli ultimi soprammobili furono i suoi a cercarle una squadra… Comincia così la sua lunga militanza ad altissimi livelli, sempre in squadre di vertice. Dal Bologna alla Lazio, dalla Champions alla Coppa Italia, scudetti e Italy Women’s Cup. Vent’anni di campi d’erba, vent’anni di sogni e successi. E non è finita qui….


FRANCO RICCI - Calcio
Osservatore della Juventus, Ricci allena la Nazionale Stilisti. E’ opinionista sportivo per Seven Gold.









GIOVANNI FRANCINI - Calcio
Terzino sinistro, ex Nazionale con Azelio Vicini e titolare di Torino e Napoli.

PALMARES:
1 scudetto (Napoli) – 1 Coppa Uefa







MASSIMO CRIPPA - Calcio
Centrocampista grintoso e fisicamente possente milita nel Napoli all’epoca dei trionfi maradoniani.
Poi passa al Parma e successivamente al Torino.

PALMARES:
Scudetto col Napoli - 2 volte la Coppa Uefa (Napoli e Parma) - Supercoppa Italiana (Napoli) - Supercoppa Europea (Parma).



RICCARDO SORRENTINOAstrologo televisivo
E' uno dei volti più noti del panorama televisivo ‘celeste’ (leggi astrologico): Riccardo Sorrentino, personaggio eclettico, sorprendente ‘divinatore’ delle stelle e… del pallone. Portano la sua firma le analisi più azzeccate su bioritmi e trend bio-astrali di giocatori, societa', presidenti, allenatori e direttori sportivi…




ANDREA SILENZI - Calcio
Attaccante estroso e volitivo, grande colpitore di testa (e come non potrebbe esserlo, vista la vetta di un metro e novantuno da cui partono le sue fiondate?), maestro di pressing e progressione, ‘Pennellone’ Silenzi ha militato in diverse squadre europee, tra cui Napoli, Torino e Nottingham Forest. Nazionale nel ’94 contro la Francia, ha nel suo Palmares una Coppa Italia (Torino) e una Supercoppa (Napoli).

Nota: Andrea vanta ben due nomignoli, ‘Pennellone’ per il fisico alto e asciutto e ‘Totem’ per il suo naso, dote che sembra garantirgli, quasi per diritto di casta, l’ultima parola… in campo (Cyrano insegna: ‘e al fin della licenza io non perdono e tocco’).


SALVATORE BAGNI - Calcio
Attaccante di fascia nel Perugia e nell’Inter, poi centrocampista di rara intelligenza nel Napoli di Maradona, 41 gare in maglia azzurra, chiude la sua stagione calcistica nell’Avellino.
Il carattere grintoso e irruente, che lo rese famoso sui campi di calcio, continua ad accompagnarlo nei suoi nuovi incarichi di manager sportivo. E spesso… anche nelle sue telecronache che scatenano il popolo di internet. Commentatore televisivo, prima di Fininvest, poi di Stream, successivamente di Sky, commenta le partite della Champions League e della Nazionale Italiana trasmesse dalla Rai ed è presenza fissa alla Domenica Sportiva.

MARTA CURCI
Una ‘mezzapunta’ tutta rosa: Marta Curci, ‘farfalla dai piedi veloci’, capace di dar filo da torcere a leggiadri avversari e maschi titolati. Sorriso monello, velocità in gambe da gazzella e rara visione di gioco sono gli atout del nuovo talento della Scuola Calcio di Luciano Capponi (ma anche rivelazione del suo ultimo film), che l’intero Team ha voluto in squadra per il suo debutto. Un po’ mascotte, un po’ insidia mascherata da cucciolo, Marta si sente semplicemente una figlia d’arte e d’amore… Ma pericolosissima, perché, come diceva il saggio Omero: “Attenti ai voli d'uccelli che provengono da sinistra”. Che c’entri Omero non lo sappiamo, ma lei, Marta pare che ami arrivare da sinistra. E da destra. Perciò occhi aperti e gambe in spalla!


RAIMONDO MARINO - Calcio
Ex calciatore, col ruolo di difensore nel Napoli, Lecce, Lazio. Dal ‘94 comincia la sua nuova carriera di mister nell’Aquila Calcio, cui segue la direzione tecnica degli Allievi del Lecce. Successivamente tecnico della Primavera del Napoli e della Prima Squadra e dei Berretti del Taranto, diventa mister della Ternana, che porta alla promozione prima di passare alla panchina del Gubbio.


LUCIO PILATO - Calcio
Ex calciatore del Napoli e dell'Ischia, campione d'Italia campionato Berretti + due promozioni in C1.








MARCO COCCHIARELLA - Calcio
Ruolo: Difensore. Considerato un gran colpitore di testa e forte negli anticipi, difficilmente concedeva la palla all’attaccante… (Neppure oggi è così facile strappargliela!). Ex giocatore di diverse squadre campane che hanno fatto la storia del calcio partenopeo, come Ercolanese, Portici, Paganese (serie D), passa al professionismo giocando nella Casertana (serie B) e nelle formazioni del Nola e Savoia (C2). Vivace protagonista della Nazionale italiana under18 di Aldo Bet, attualmente si diverte nel Campionato di Calcio Intersociale, giusto per non perdere la forma e portare in campo la passione che lo accompagna da sempre.
Le altre sue passioni: adora sciare (quando può) gli piace cucinare (quando gli va) e poi il teatro e il cinema… Il suo motto: ‘La vita è come uno specchio, se la guardi sorridendo, lei ti sorride’.

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FEDERICO LUZZI - Tennis E' stato un giocatore di vertice, uno dei tennisti italiani di maggior talento degli ultimi anni. Già a 14 e 16 anni vince due campionati europei, un campionato del mondo e svariati titoli italiani in tutte le categorie. L'anno successivo esordisce in Coppa Davis contro la Finlandia a Helsinki, vincendo la sua partita 14-12 al quinto set, partita più lunga di un giocatore italiano in Davis, 4 ore e 35 minuti. Agli ottavi di finale nel Master Series di Roma batte Arnaud Clement e Hicham Arazi, rispettivamente n. 7 e n. 19 del mondo. Nel 2001 si qualifica al Roland Garros, Parigi, perdendo sul campo numero 1 da Eugenj Kafelnikov. Nel 2006 arriva una confortante serie di buonissimi risultati con 1 finale, 4 semifinali e altri piazzamenti importanti. Nel 2007 Federico si qualifica a Doha e batte Jurgen Melzer prima di arrendersi ad Olivier Rochus. Con questo risultato torna a vestire la maglia della nazionale giocando e vincendo un'incontro di singolare in coppa Davis. Nel settembre 2008 rientra in Italia, dopo un periodo passato negli States presso l'Actor's Studio. Le due ultime partite giocate fanno intravedere una anomala stanchezza. L'ultimo ritorno in campo di Federico è stato il 19 ottobre 2008 in un match di Serie A. Nonostante un forte mal di testa e una sensazione di spossatezza Federico stringe i denti e scende comunque in campo ma è costretto a ritirarsi quasi subito. Rientrato immediatamente ad Arezzo viene curato per quella che sembra in un primo momento una broncopolmonite bilaterale. Un successivo accertamento rivela invece una tragica realtà, leucemia mieloide acuta. Federico viene ricoverato nel reparto di Ematologia e si prepara ad affrontare le cure previste, ma una improvvisa complicazione insorta la sera del 24 lo porta in rianimazione dove non riesce a reagire alle tempestive e frenetiche cure. Muore il 25 ottobre alle ore 15.


mercoledì 31 dicembre 2008

sabato 6 dicembre 2008

Bertolani nel film "Back Ward"


Nuovo impegno cinematografico per il campione di NFNP, Max Bertolani. Assieme a Rendi Ingerman sarà infatti il coprotagonista del film "Back Ward" in fase di produzione.

Sinossi.
Il Presidente di una squadra di calcio Interregionale muore in un incidente d’auto e lascia in eredità alla figlia la Presidenza della Squadra. Marta Brioschi, la figlia trentacinquenne, torna in Italia dall’America, dove vive ormai da diversi anni e, assumendo la presidenza della squadra, entra in contatto con un mondo per lei completamente nuovo. Marta leggendo una lettera, scrittale dal padre prima della sua morte, comprende l’importanza dell’incarico che le è stato affidato… i suoi ricordi di bambina e il grande amore nei confronti del padre creano un filo conduttore tra passato e presente.

Superate le prime incomprensioni con la Dirigenza, Marta organizza l’arrivo del nuovo allenatore, un ex calciatore, famoso portiere di serie A, con una grande carriera in Nazionale.
Michele, il medico della squadra, che lavora al Pronto Soccorso dell’Ospedale del Paese, è un punto di equilibrio importante nei rapporti non sempre facili tra Marta, l’allenatore Stefano Ferrante e i ragazzi della squadra.

Un'altra figura importante è quella del custode del campo di calcio, Rocco, che darà preziosi e utili consigli a Stefano Ferrante per conoscere meglio i ragazzi della squadra.

Stefano, che ha sempre amato il calcio, vive il suo ruolo di allenatore come una missione per trasmettere ai ragazzi non solo tecnica e passione ma anche valori importanti quali il rispetto, il coraggio e la solidarietà… per vincere non solo in campo ma nella vita. Questo concetto lo porterà a vivere in prima persona le difficoltà, i problemi, le necessità dei suoi ragazzi: la solitudine di Francesco, portiere della squadra, abbandonato a cinque anni da suo padre che non ha mai più rivisto; le incomprensioni tra Daniele e sua moglie Anna; le cattive compagnie che porteranno Mirko in carcere; e il dramma di Cristian che, per difendere un giovane ragazzo aggredito da alcuni balordi, viene picchiato a sangue e resta paralizzato.

E’ attraverso queste storie di vita che crescerà anche l’intesa e l’amore tra Marta e Stefano, in uno scenario in cui il calcio rimane ai margini, per dare spazio soprattutto al vissuto di una squadra di ragazzi alla ricerca dei valori fondanti, ai loro sogni, alle loro speranze e alla determinazione di un gruppo di persone, Stefano, Marta, Michele e Rocco, che credono prima di tutto nella vita e nel diritto, per ogni individuo, di “Poter Vincere”.

Cast
Stefano Ferrante – Fabio Bonini
Marta Brioschi – Randi Ingerman
Rocco – Angelo Infanti
Padre di Marta – Maurizio Mattioli
Michele – Max Bertolani
Daniele – Luca Dorigo
Mirko – Alessandro Genova
Cristian – Camillo Ghignatti
Moglie di Daniele – Karin Proia
Fidanzata di Mirko – Mascia Ferri
Fidanzata di Cristian – Anna Safroncik

venerdì 31 ottobre 2008

Trani. Le ragazze in campo con la maglia NFNP

Là dove vola la passione
ovvero
Tutto quello che mi serve sapere l’ho imparato all’oratorio

C’è un punto preciso nell’universo del pallone dove avviene il big bang: il campetto dell’oratorio. La storia sembra cominciare proprio lì. Una distesa piatta, spesso di cemento, il vuoto, il silenzio, poi, chissà come, un frullio d’ali, un vociare di bambini che dà il fischio d’inizio al volgere delle stagioni e all’evoluzione della specie….

Un’esplosione di energia e si compie il miracolo: quello della gioia di piccoli pensieri che vivono dentro gambe in corsa, della passione che fa volare in alto i sogni, della potenza inesplosa di cuori che cercano il proprio campo di gioco. Migliaia di palloni rimbalzano per lunghi anni, il cemento diventa erba e la vita ti acchiappa e ti porta lontano… ma è bello continuare a sorridere a quella ‘particella di Dio’ che sta sopra una palla che rotola. O almeno tentare di farlo.

Come No Fair No Play, come le ragazze dell’Oratorio Trani, Parrocchia di San Giuseppe. Un passato glorioso, una storia come tante, un risultato d’eccellenza. Dalla passione di un gruppo di amici nascono le prime formazioni parrocchiali, molti sforzi, qualche sacrificio (tanti, anche economici, ma si sa i soldi sono come i capelli: se li hai stai meglio; se non li hai, fai senza…) e poi il salto di qualità e il campionato FIGC di serie C, ma, come il primo giorno, le ‘ragazze dell’oratorio’ continuano a scendere in campo con la voglia di divertirsi.

Magari facce e nomi sono cambiati nel corso degli anni, mentre la formazione cresceva di rango e le compagne più grandi si avviavano verso la loro vita e cedevano il posto alle nuove arrivate, ma lo spirito è lo stesso e vola alto. Perché qui il calcio non è solo calcio ma, come sottolinea il Presidente Paolo Lomolino, la sfida di uno straordinario connubio tra sport, formazione e collettività.

Sembra proprio che le sue ragazze abbiano imparato la lezione, a loro è andata la Coppa Disciplina e il Premio Lealtà nello Sport, un meritato riconoscimento all’impegno che da anni la dirigenza pone nella valorizzazione dello sport ma anche nell’attenzione alla crescita dei giovani.

Nella prossima stagione la formazione esibirà sulle proprie maglie, invece del logo di uno sponsor, il marchio etico di No Fair No Play, onlus dedicata ai bambini che da anni racconta sui campi di calcio di tutta Italia una storia fatta di passione e di amicizia, di lealtà e impegno.

Luciano Capponi, presidente del Comitato Etico ha accolto la loro richiesta e ha inviato loro i nuovi completi di calcio con l’augurio di un campionato all’insegna di… quella particella di Dio che, come assicura sorridendo, sa vivere nel pallone con impareggiabile spirito.
‘Se poi quella palla – aggiunge con malcelata ironia – rotolerà in zona scudetto, ancora meglio, no?’.

sabato 25 ottobre 2008

ADDIO FEDERICO

Federico Luzzi ha lasciato il campo di gioco. Per sempre.
Nella scorsa settimana un lieve malore lo costringe ad abbandonare il torneo di serie A che sta disputando ad Olbia, sembra una broncopolmonite. Prontamente rientrato ad Arezzo insieme all’amico Daniele Bracciali, viene ricoverato all’Ospedale San Donato. Giovedì scorso la diagnosi fatale: leucemia fulminante. Luzzi è stato così trasferito nel reparto di ematologia, ma il tennista non ha reagito alle cure, è andato in coma ed è morto in rianimazione.

Ciao Federico.
Un istante ha cancellato la tua vita, i successi, le speranze, i sogni. Non il tuo sorriso, non la gioia che portavi in campo. Non la generosità e lo slancio di un cuore che non conosceva sconfitte.

I tuoi doni preziosi li hai lasciati qui, come un lascito d’amore. Per tutti noi, per chi ti è stato vicino, ha sfiorato la tua storia e ti ha amato.

A te va il pensiero affettuoso dei ‘compagni di gioco’ No Fair No Play. A chi piange la tua scomparsa un caldo abbraccio e l’invito a continuare a sorridere con te.

venerdì 10 ottobre 2008

Consegnato l'incasso dell'evento di Canosa


Si è svolta venerdì 26 settembre presso gli uffici del Municipio di Canosa la cerimonia di consegna dell’incasso ricavato dalla manifestazione “Canosa for Children” tenutasi l’11 settembre scorso, sotto l'egida di No Fair No Play Onlus, presso lo Stadio San Sabino.

Alla cerimonia hanno partecipato il fiduciario canosino dell’Unicef Nicola Zagaria, una rappresentanza dell’Associazione “All for Child”organizzatrice dell’evento benefico guidata dal proprio Presidente Francesco Loglisci ed alla presenza del Sindaco di Canosa Francesco Ventola, l’Assessore allo Sport Sabino Malcangio.

Questo incontro è servito per consegnare simbolicamente il ricavato della manifestazione organizzata da “All for Child” e dalla Onlus “No Fair No Play” al fiduciario Unicef che girerà l’incasso a favore del progetto denominato “Scuole in Eritrea”. “Dobbiamo ringraziare tutti coloro che hanno partecipato a questo grande evento – ha commentato il Presidente Loglisci - perchè grazie al loro contributo hanno donato 4269,00 euro che serviranno a costruire scuole ed a sostenere l’istruzione in un paese poverissimo come quello eritreo. Siamo particolarmente orgogliosi per la riuscita dell’evento e possiamo affermare che questo tipo di manifestazioni si ripeteranno in futuro e ci vedranno ancora in prima linea nel sostenere progetti di sviluppo e di sostegno nei confronti dei bambini. Vorremmo anche ringraziare tutti coloro che nel silenzio hanno lavorato duramente per la riuscita dell’evento, – conclude Loglisci - gli sponsor e le Istituzioni che ci hanno supportato ed hanno condiviso motivazioni e modalità dell’azione benefica come la Provincia di Bari ed il Comune di Canosa nonché i nostri partner della No Fair No Play per aver regalato alla nostra Città una serata di grande sport coniugata sposando un progetto di solidarietà importante come quello in Eritrea.”

martedì 16 settembre 2008

Cartoline da Canosa

La formazione dell'ACMEI Bari Femminile

Bari Flag Football

Il team All Star Canosa (con Francesco Salvi)

Barbara Brighetti durante la conferenza stampa

I 6 vincitori del Torneo NFNP Street Football - Canosa

Il "Salvi-stretching" pre-partita

I giocolieri in azione

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lunedì 15 settembre 2008

Vince il rosa, vince il rigore…

Grande successo per la manifestazione CANOSA FOR CHILDREN.
In campo una sola strategia: amicizia e voglia di giocare.
Divertirsi vale più di un goal.

Al Golden Match giocano tre formazioni d’eccellenza
insieme a una manciata di ragazzi. Ma sono le ragazze dell’Acmei
a imprimere accelerazione alla sfida.
Rispondono con fantasia
e insolito charme i compagni .
Vince ai rigori il Team NFNP.

Metti tre formazioni che, schierate insieme, vanno da un capo all’altro del rettangolo di gioco. Aggiungi due squadre di flag football che il campo lo riempiono, eccome. Mescolaci insieme una frotta di ragazzini scatenati, reduci dal Torneo di Street Football con nelle gambe ancora un migliaio di goal da segnare. E metti una palla in gioco. E’ qui la festa?

Sembra che il pubblico di Canosa non abbia avuto dubbi, perchè lì allo stadio San Sabino c’erano tutti, in tribuna o in calzoncini. Sindaco e assessori, famiglie e scolaresche, forze dell’ordine e parrochie, giovani e nonni. Tutti lì a tifare per un’intera città. Sì, perché la vera protagonista è stata lei, Canosa, la sua generosità, la sua accoglienza.

Una lunga serata fatta di agonismo e intrattenimento, una tribuna gremita, colorata e festante, un campo invaso da ragazzi che tra un intervallo e l’altro del fitto programma si appropriavano della palla e si lanciavano in fantasiosi inseguimenti.

Musica, gags e spettacolo: i giocatori di flag football, belli e imponenti, che portavano sul rettangolo verde il sapore e il colore degli States, le squadre di calcio schierate al centro campo che accennavano alcuni passi di danza accompagnati dall’urlo festoso del pubblico, i grandi che accoglievano nella formazione i piccoli, reduci dalla vittoria del ‘loro torneo’ rigorosamente giocato per strada, come si conviene a un vero eroe. Palla a terra, polvere e sogni.
Qualcuno di loro, lo abbiamo visto in azione, ha già nelle gambe il piglio del campione che lo porterà lontano, ma non diremo il suo nome, saranno i suoi sogni a condurlo là dove vorrà.

Per un istante chiunque fosse presente, ha pensato di essere stato catapultato in un’altra dimensione che il calcio, lo sport, sembra aver lasciato negli spogliatoi insieme alla maglia sponsorizzata e al gel per i capelli.

A Canosa no, le maglie dei giocatori Junior che si sono cimentati nel Torneo del secolo, come voleva Benni nei suoi Celestini, erano quelle di sempre, l’acqua quella della fontana, le porte i bidoni dei rifiuti e mai in nessuna partita è volata una parolaccia. Il progetto, costruito da No Fair-No Play onlus e messo in campo nella cittadina pugliese nel mese di agosto, si è rivelato un veicolo di integrazione e di socializzazione così semplice da essere perfetto.
Non c’era neppure l’arbitro ma l’advisor che li seguiva e che con la sua entusiastica partecipazione ha permesso la realizzazione della manifestazione, il Prof. Riccardo Piccolo, giura che alla minima infrazione, il giocatore si fermava e dichiarava il suo fallo. Cosa da non crederci!

Eppure è successo, chissà perché. Chissà perché i bambini hanno capito e agito, riportando la palla agli adulti… Luciano Capponi, regista, scrittore e presidente del Comitato Etico No fair No Play sorride, sembra saperla lunga in proposito. Sorpreso? Mica tanto, è da un pezzo che ripete ‘C’est facile’, anche se nessuno sembra volerlo ascoltare.

Piacevolmente sorpresa invece la presidente del Comitato Provinciale Unicef Annamaria Cocozza, che ha consegnato un attestato di riconoscimento agli organizzatori, invocando altre manifestazioni costruite con questo spirito, capaci di raccontare cose serie attraverso il sorriso e di portare l’attenzione anche sui nostri bambini, il che, detto da un organismo che si batte da sempre per i diritti dei minori, ci riempie di orgoglio e di gioia.

Eh, sì, a Canosa ha vinto l’amicizia, il divertimento, la fantasia. Ha vinto il calcio. Hanno vinto i bambini. Hanno vinto soprattutto le donne in campo, grintose e sorridenti, tenaci e piene di fantasia. Anche se la palma della vittoria se l’è aggiudicata la formazione NFNP, Campioni dello Sport, che hanno mostrato tutto il… rigore del loro gioco.

Dopo i confronti diretti tra le tre squadre infatti, la differenza reti decretava il terzo posto per la formazione degli All Star Canosa e portava a parità di punteggio l’Acmei e il Team NFNP. Come risolvere la questione quando nessuno sembrava volersene andare con la coppa?

Dal bordo campo gli amici di All4Child, Francesco Loglisci, Ivano Vessio, Antonio Fasanelli, Francesco Pricigalli e Riccardo Zagaria, hanno abbozzato soddisfatti. Anche ‘papà’ Pino Vessio, presidente dell’Acmei Bari, che ha assistito alla prova d’eccellenza delle ‘sue’ ragazze. Sono state loro a dare accelerazione al gioco e a costringere i compagni delle due squadre avversarie ad allungare il passo e ad offrire al pubblico una prestazione di grande carattere.

Poche volte ti capita di desiderare che l’arbitro non fischi la fine della partita, e se per caso succede è perché la tua squadra non si è ancora aggiudicata il goal della vittoria, quasi mai perché ‘i nostri’ o gli altri giocano così bene che non ne hai abbastanza….

Ebbene, lì al San Sabino sono stati in molti a desiderare che il tempo si fermasse, che l’arbitro ingoiasse il fischietto e che l’ultima frazione di gioco che vedeva contrapposti il Team NFNP e l’Acmei Bari non finisse mai… E non per il risultato.

Alla fine ha prevalso il buon senso e la regola dei rigori, all’inizio lanciati da gambe che avevano dentro ancora una gran voglia di partita e che sembravano non decidersi a chiuderla, poi, (ahimé, la notte premeva) la fiondata definitiva di Luciano Capponi, capitano del team NFNP, ha portato la parola fine sulle labbra dell’arbitro. Un fischio ed erano ancora lì tutti in campo… nessuno se ne andava….

Notte magica quella di Canosa, che ha mescolato sapientemente sport e divertimento, argomenti seri conditi da parole leggere, impegno adulto e beneficenza finalizzata ai bambini, ma anche atleti diversi che, sulle panchine occupate dalle maglie colorate di tutte e tre le squadre insieme, tifavano per lo sport. Quello vero. Quello che diverte e fa divertire.
Parola di Gianfranco Zola, grande assente della serata, che direttamente da Londra ha inviato sul campo San Sabino il suo abbraccio alla città e ai compagni del team NFNP il suo incitamento e il suo cuore sportivo.

Grazie Canosa!
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sabato 13 settembre 2008

Salvi "presenta" Butterfly Zone

[Dall'home page del blog di Francesco Salvi]


Ci sono delle novità notiziose! Guardate su NEWS qui a destra e mi saprete dire! È partito infatti infatti è partito un films con dentro me!. Si trattasi di un films affascinante, strano e interessante, surreale, d'azione e da ridere, da piangere e da pensare, da ridi mentre pensi e viceversa pensi mentre ridere insomma un filmONE. S'intitola Butterfly Zone - Il senso della farfalla ed è scritto e diretto da Luciano Capponi, un genio fracrastico regista e pilota d'aerei, campione di calcio, musicista, scrittore di cui parleremo dei suoi libri un giorno che ciabbiàmo voglia sia lui che io (bisogna che ci mettiamo d'accordo), autore televisivo, di varietà e di teatro e un sacco di altre cose perché egli è proteiforme ed è arrivato come, per fare un esempio, come un esempio. È davveramente un eccezione soprattutto al giorno d'oggi - ma anche una volta, per dire tanto tempo fa, sarebbe stata un'eccezione anche tanto tempo fa, per farvi capire. Se volete saperne di più andate a vedere quaggiù (MoviePlayer).

[Foto: © 2008 emotImage - Gianni Catani]
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Parlano di... Katia Serra

[estratto dalla Gazzetta dello Sport del 12.09.08]

[...] Centrocampista adattabile ad ogni modulo, ma anche allenatrice, consigliere federale e impegnata nel sociale: Katia Serra il calcio lo vive a 360 gradi. Ieri era a Canosa, per un triangolare di beneficenza con No Fair No Play Onlus. «Se ne ho la possibilità, mi fa piacere essere un traino per le più giovani: amo lo sport, ne conosco tanti aspetti, sarei presuntuosa se mi sentissi un'ambasciatrice. Ma essere considerata tale, mi riempie d'orgoglio.

[...] «Il calcio è socialità, stile di vita, rispetto degli altri, disciplina e divertimento. Questi sono solo alcuni dei motivi che mi hanno spinto a scegliere il pallone piuttosto che le passerelle». Dove non sfigurerebbe affatto. [...]