mercoledì 31 dicembre 2008
sabato 6 dicembre 2008
Bertolani nel film "Back Ward"

Nuovo impegno cinematografico per il campione di NFNP, Max Bertolani. Assieme a Rendi Ingerman sarà infatti il coprotagonista del film "Back Ward" in fase di produzione.
Sinossi.
Il Presidente di una squadra di calcio Interregionale muore in un incidente d’auto e lascia in eredità alla figlia la Presidenza della Squadra. Marta Brioschi, la figlia trentacinquenne, torna in Italia dall’America, dove vive ormai da diversi anni e, assumendo la presidenza della squadra, entra in contatto con un mondo per lei completamente nuovo. Marta leggendo una lettera, scrittale dal padre prima della sua morte, comprende l’importanza dell’incarico che le è stato affidato… i suoi ricordi di bambina e il grande amore nei confronti del padre creano un filo conduttore tra passato e presente.
Superate le prime incomprensioni con la Dirigenza, Marta organizza l’arrivo del nuovo allenatore, un ex calciatore, famoso portiere di serie A, con una grande carriera in Nazionale.
Michele, il medico della squadra, che lavora al Pronto Soccorso dell’Ospedale del Paese, è un punto di equilibrio importante nei rapporti non sempre facili tra Marta, l’allenatore Stefano Ferrante e i ragazzi della squadra.
Un'altra figura importante è quella del custode del campo di calcio, Rocco, che darà preziosi e utili consigli a Stefano Ferrante per conoscere meglio i ragazzi della squadra.
Stefano, che ha sempre amato il calcio, vive il suo ruolo di allenatore come una missione per trasmettere ai ragazzi non solo tecnica e passione ma anche valori importanti quali il rispetto, il coraggio e la solidarietà… per vincere non solo in campo ma nella vita. Questo concetto lo porterà a vivere in prima persona le difficoltà, i problemi, le necessità dei suoi ragazzi: la solitudine di Francesco, portiere della squadra, abbandonato a cinque anni da suo padre che non ha mai più rivisto; le incomprensioni tra Daniele e sua moglie Anna; le cattive compagnie che porteranno Mirko in carcere; e il dramma di Cristian che, per difendere un giovane ragazzo aggredito da alcuni balordi, viene picchiato a sangue e resta paralizzato.
E’ attraverso queste storie di vita che crescerà anche l’intesa e l’amore tra Marta e Stefano, in uno scenario in cui il calcio rimane ai margini, per dare spazio soprattutto al vissuto di una squadra di ragazzi alla ricerca dei valori fondanti, ai loro sogni, alle loro speranze e alla determinazione di un gruppo di persone, Stefano, Marta, Michele e Rocco, che credono prima di tutto nella vita e nel diritto, per ogni individuo, di “Poter Vincere”.
Cast
Stefano Ferrante – Fabio Bonini
Marta Brioschi – Randi Ingerman
Rocco – Angelo Infanti
Padre di Marta – Maurizio Mattioli
Michele – Max Bertolani
Daniele – Luca Dorigo
Mirko – Alessandro Genova
Cristian – Camillo Ghignatti
Moglie di Daniele – Karin Proia
Fidanzata di Mirko – Mascia Ferri
Fidanzata di Cristian – Anna Safroncik
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Etichette: Back Ward, Max Bertolani, No Fair No Play - Italian Team, Rendi Ingerman
venerdì 31 ottobre 2008
Trani. Le ragazze in campo con la maglia NFNP
ovvero
Tutto quello che mi serve sapere l’ho imparato all’oratorio
C’è un punto preciso nell’universo del pallone dove avviene il big bang: il campetto dell’oratorio. La storia sembra cominciare proprio lì. Una distesa piatta, spesso di cemento, il vuoto, il silenzio, poi, chissà come, un frullio d’ali, un vociare di bambini che dà il fischio d’inizio al volgere delle stagioni e all’evoluzione della specie….Un’esplosione di energia e si compie il miracolo: quello della gioia di piccoli pensieri che vivono dentro gambe in corsa, della passione che fa volare in alto i sogni, della potenza inesplosa di cuori che cercano il proprio campo di gioco. Migliaia di palloni rimbalzano per lunghi anni, il cemento diventa erba e la vita ti acchiappa e ti porta lontano… ma è bello continuare a sorridere a quella ‘particella di Dio’ che sta sopra una palla che rotola. O almeno tentare di farlo.
Come No Fair No Play, come le ragazze dell’Oratorio Trani, Parrocchia di San Giuseppe. Un passato glorioso, una storia come tante, un risultato d’eccellenza. Dalla passione di un gruppo di amici nascono le prime formazioni parrocchiali, molti sforzi, qualche sacrificio (tanti, anche economici, ma si sa i soldi sono come i capelli: se li hai stai meglio; se non li hai, fai senza…) e poi il salto di qualità e il campionato FIGC di serie C, ma, come il primo giorno, le ‘ragazze dell’oratorio’ continuano a scendere in campo con la voglia di divertirsi.
Magari facce e nomi sono cambiati nel corso degli anni, mentre la formazione cresceva di rango e le compagne più grandi si avviavano verso la loro vita e cedevano il posto alle nuove arrivate, ma lo spirito è lo stesso e vola alto. Perché qui il calcio non è solo calcio ma, come sottolinea il Presidente Paolo Lomolino, la sfida di uno straordinario connubio tra sport, formazione e collettività.
Sembra proprio che le sue ragazze abbiano imparato la lezione, a loro è andata la Coppa Disciplina e il Premio Lealtà nello Sport, un meritato riconoscimento all’impegno che da anni la dirigenza pone nella valorizzazione dello sport ma anche nell’attenzione alla crescita dei giovani.
Nella prossima stagione la formazione esibirà sulle proprie maglie, invece del logo di uno sponsor, il marchio etico di No Fair No Play, onlus dedicata ai bambini che da anni racconta sui campi di calcio di tutta Italia una storia fatta di passione e di amicizia, di lealtà e impegno.
Luciano Capponi, presidente del Comitato Etico ha accolto la loro richiesta e ha inviato loro i nuovi completi di calcio con l’augurio di un campionato all’insegna di… quella particella di Dio che, come assicura sorridendo, sa vivere nel pallone con impareggiabile spirito.
‘Se poi quella palla – aggiunge con malcelata ironia – rotolerà in zona scudetto, ancora meglio, no?’.
sabato 25 ottobre 2008
ADDIO FEDERICO
Federico Luzzi ha lasciato il campo di gioco. Per sempre.
Nella scorsa settimana un lieve malore lo costringe ad abbandonare il torneo di serie A che sta disputando ad Olbia, sembra una broncopolmonite. Prontamente rientrato ad Arezzo insieme all’amico Daniele Bracciali, viene ricoverato all’Ospedale San Donato. Giovedì scorso la diagnosi fatale: leucemia fulminante. Luzzi è stato così trasferito nel reparto di ematologia, ma il tennista non ha reagito alle cure, è andato in coma ed è morto in rianimazione.
Ciao Federico.
Un istante ha cancellato la tua vita, i successi, le speranze, i sogni. Non il tuo sorriso, non la gioia che portavi in campo. Non la generosità e lo slancio di un cuore che non conosceva sconfitte.
I tuoi doni preziosi li hai lasciati qui, come un lascito d’amore. Per tutti noi, per chi ti è stato vicino, ha sfiorato la tua storia e ti ha amato.
A te va il pensiero affettuoso dei ‘compagni di gioco’ No Fair No Play. A chi piange la tua scomparsa un caldo abbraccio e l’invito a continuare a sorridere con te.
venerdì 10 ottobre 2008
Consegnato l'incasso dell'evento di Canosa

Si è svolta venerdì 26 settembre presso gli uffici del Municipio di Canosa la cerimonia di consegna dell’incasso ricavato dalla manifestazione “Canosa for Children” tenutasi l’11 settembre scorso, sotto l'egida di No Fair No Play Onlus, presso lo Stadio San Sabino.
Alla cerimonia hanno partecipato il fiduciario canosino dell’Unicef Nicola Zagaria, una rappresentanza dell’Associazione “All for Child”organizzatrice dell’evento benefico guidata dal proprio Presidente Francesco Loglisci ed alla presenza del Sindaco di Canosa Francesco Ventola, l’Assessore allo Sport Sabino Malcangio.
Questo incontro è servito per consegnare simbolicamente il ricavato della manifestazione organizzata da “All for Child” e dalla Onlus “No Fair No Play” al fiduciario Unicef che girerà l’incasso a favore del progetto denominato “Scuole in Eritrea”. “Dobbiamo ringraziare tutti coloro che hanno partecipato a questo grande evento – ha commentato il Presidente Loglisci - perchè grazie al loro contributo hanno donato 4269,00 euro che serviranno a costruire scuole ed a sostenere l’istruzione in un paese poverissimo come quello eritreo. Siamo particolarmente orgogliosi per la riuscita dell’evento e possiamo affermare che questo tipo di manifestazioni si ripeteranno in futuro e ci vedranno ancora in prima linea nel sostenere progetti di sviluppo e di sostegno nei confronti dei bambini. Vorremmo anche ringraziare tutti coloro che nel silenzio hanno lavorato duramente per la riuscita dell’evento, – conclude Loglisci - gli sponsor e le Istituzioni che ci hanno supportato ed hanno condiviso motivazioni e modalità dell’azione benefica come la Provincia di Bari ed il Comune di Canosa nonché i nostri partner della No Fair No Play per aver regalato alla nostra Città una serata di grande sport coniugata sposando un progetto di solidarietà importante come quello in Eritrea.”
martedì 16 settembre 2008
Cartoline da Canosa
lunedì 15 settembre 2008
Vince il rosa, vince il rigore…
In campo una sola strategia: amicizia e voglia di giocare.
Divertirsi vale più di un goal.
Al Golden Match giocano tre formazioni d’eccellenza
insieme a una manciata di ragazzi. Ma sono le ragazze dell’Acmei
a imprimere accelerazione alla sfida. Rispondono con fantasia
e insolito charme i compagni . Vince ai rigori il Team NFNP.
Metti tre formazioni che, schierate insieme, vanno da un capo all’altro del rettangolo di gioco. Aggiungi due squadre di flag football che il campo lo riempiono, eccome. Mescolaci insieme una frotta di ragazzini scatenati, reduci dal Torneo di Street Football con nelle gambe ancora un migliaio di goal da segnare. E metti una palla in gioco. E’ qui la festa?Sembra che il pubblico di Canosa non abbia avuto dubbi, perchè lì allo stadio San Sabino c’erano tutti, in tribuna o in calzoncini. Sindaco e assessori, famiglie e scolaresche, forze dell’ordine e parrochie, giovani e nonni. Tutti lì a tifare per un’intera città. Sì, perché la vera protagonista è stata lei, Canosa, la sua generosità, la sua accoglienza.
Una lunga serata fatta di agonismo e intrattenimento, una tribuna gremita, colorata e festante, un campo invaso da ragazzi che tra un intervallo e l’altro del fitto programma si appropriavano della palla e si lanciavano in fantasiosi inseguimenti.
Musica, gags e spettacolo: i giocatori di flag football, belli e imponenti, che portavano sul rettangolo verde il sapore e il colore degli States, le squadre di calcio schierate al centro campo che accennavano alcuni passi di danza accompagnati dall’urlo festoso del pubblico, i grandi che accoglievano nella formazione i piccoli, reduci dalla vittoria del ‘loro torneo’ rigorosamente giocato per strada, come si conviene a un vero eroe. Palla a terra, polvere e sogni.
Qualcuno di loro, lo abbiamo visto in azione, ha già nelle gambe il piglio del campione che lo porterà lontano, ma non diremo il suo nome, saranno i suoi sogni a condurlo là dove vorrà.
Per un istante chiunque fosse presente, ha pensato di essere stato catapultato in un’altra dimensione che il calcio, lo sport, sembra aver lasciato negli spogliatoi insieme alla maglia sponsorizzata e al gel per i capelli.
A Canosa no, le maglie dei giocatori Junior che si sono cimentati nel Torneo del secolo, come voleva Benni nei suoi Celestini, erano quelle di sempre, l’acqua quella della fontana, le porte i bidoni dei rifiuti e mai in nessuna partita è volata una parolaccia. Il progetto, costruito da No Fair-No Play onlus e messo in campo nella cittadina pugliese nel mese di agosto, si è rivelato un veicolo di integrazione e di socializzazione così semplice da essere perfetto.
Non c’era neppure l’arbitro ma l’advisor che li seguiva e che con la sua entusiastica partecipazione ha permesso la realizzazione della manifestazione, il Prof. Riccardo Piccolo, giura che alla minima infrazione, il giocatore si fermava e dichiarava il suo fallo. Cosa da non crederci!
Eppure è successo, chissà perché. Chissà perché i bambini hanno capito e agito, riportando la palla agli adulti… Luciano Capponi, regista, scrittore e presidente del Comitato Etico No fair No Play sorride, sembra saperla lunga in proposito. Sorpreso? Mica tanto, è da un pezzo che ripete ‘C’est facile’, anche se nessuno sembra volerlo ascoltare.
Piacevolmente sorpresa invece la presidente del Comitato Provinciale Unicef Annamaria Cocozza, che ha consegnato un attestato di riconoscimento agli organizzatori, invocando altre manifestazioni costruite con questo spirito, capaci di raccontare cose serie attraverso il sorriso e di portare l’attenzione anche sui nostri bambini, il che, detto da un organismo che si batte da sempre per i diritti dei minori, ci riempie di orgoglio e di gioia.
Eh, sì, a Canosa ha vinto l’amicizia, il divertimento, la fantasia. Ha vinto il calcio. Hanno vinto i bambini. Hanno vinto soprattutto le donne in campo, grintose e sorridenti, tenaci e piene di fantasia. Anche se la palma della vittoria se l’è aggiudicata la formazione NFNP, Campioni dello Sport, che hanno mostrato tutto il… rigore del loro gioco.
Dopo i confronti diretti tra le tre squadre infatti, la differenza reti decretava il terzo posto per la formazione degli All Star Canosa e portava a parità di punteggio l’Acmei e il Team NFNP. Come risolvere la questione quando nessuno sembrava volersene andare con la coppa?
Dal bordo campo gli amici di All4Child, Francesco Loglisci, Ivano Vessio, Antonio Fasanelli, Francesco Pricigalli e Riccardo Zagaria, hanno abbozzato soddisfatti. Anche ‘papà’ Pino Vessio, presidente dell’Acmei Bari, che ha assistito alla prova d’eccellenza delle ‘sue’ ragazze. Sono state loro a dare accelerazione al gioco e a costringere i compagni delle due squadre avversarie ad allungare il passo e ad offrire al pubblico una prestazione di grande carattere.
Poche volte ti capita di desiderare che l’arbitro non fischi la fine della partita, e se per caso succede è perché la tua squadra non si è ancora aggiudicata il goal della vittoria, quasi mai perché ‘i nostri’ o gli altri giocano così bene che non ne hai abbastanza….
Ebbene, lì al San Sabino sono stati in molti a desiderare che il tempo si fermasse, che l’arbitro ingoiasse il fischietto e che l’ultima frazione di gioco che vedeva contrapposti il Team NFNP e l’Acmei Bari non finisse mai… E non per il risultato.
Alla fine ha prevalso il buon senso e la regola dei rigori, all’inizio lanciati da gambe che avevano dentro ancora una gran voglia di partita e che sembravano non decidersi a chiuderla, poi, (ahimé, la notte premeva) la fiondata definitiva di Luciano Capponi, capitano del team NFNP, ha portato la parola fine sulle labbra dell’arbitro. Un fischio ed erano ancora lì tutti in campo… nessuno se ne andava….
Notte magica quella di Canosa, che ha mescolato sapientemente sport e divertimento, argomenti seri conditi da parole leggere, impegno adulto e beneficenza finalizzata ai bambini, ma anche atleti diversi che, sulle panchine occupate dalle maglie colorate di tutte e tre le squadre insieme, tifavano per lo sport. Quello vero. Quello che diverte e fa divertire.
Parola di Gianfranco Zola, grande assente della serata, che direttamente da Londra ha inviato sul campo San Sabino il suo abbraccio alla città e ai compagni del team NFNP il suo incitamento e il suo cuore sportivo.
Grazie Canosa!
.
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17:27
Etichette: Canosa, Gianfranco Zola, Luciano Capponi, Unicef
sabato 13 settembre 2008
Salvi "presenta" Butterfly Zone

Ci sono delle novità notiziose! Guardate su NEWS qui a destra e mi saprete dire! È partito infatti infatti è partito un films con dentro me!. Si trattasi di un films affascinante, strano e interessante, surreale, d'azione e da ridere, da piangere e da pensare, da ridi mentre pensi e viceversa pensi mentre ridere insomma un filmONE. S'intitola Butterfly Zone - Il senso della farfalla ed è scritto e diretto da Luciano Capponi, un genio fracrastico regista e pilota d'aerei, campione di calcio, musicista, scrittore di cui parleremo dei suoi libri un giorno che ciabbiàmo voglia sia lui che io (bisogna che ci mettiamo d'accordo), autore televisivo, di varietà e di teatro e un sacco di altre cose perché egli è proteiforme ed è arrivato come, per fare un esempio, come un esempio. È davveramente un eccezione soprattutto al giorno d'oggi - ma anche una volta, per dire tanto tempo fa, sarebbe stata un'eccezione anche tanto tempo fa, per farvi capire. Se volete saperne di più andate a vedere quaggiù (MoviePlayer).
[Foto: © 2008 emotImage - Gianni Catani]
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19:03
Etichette: Butterfly Zone, Francesco Salvi, Luciano Capponi
Parlano di... Katia Serra
[estratto dalla Gazzetta dello Sport del 12.09.08]
[...] Centrocampista adattabile ad ogni modulo, ma anche allenatrice, consigliere federale e impegnata nel sociale: Katia Serra il calcio lo vive a 360 gradi. Ieri era a Canosa, per un triangolare di beneficenza con No Fair No Play Onlus. «Se ne ho la possibilità, mi fa piacere essere un traino per le più giovani: amo lo sport, ne conosco tanti aspetti, sarei presuntuosa se mi sentissi un'ambasciatrice. Ma essere considerata tale, mi riempie d'orgoglio.
[...] «Il calcio è socialità, stile di vita, rispetto degli altri, disciplina e divertimento. Questi sono solo alcuni dei motivi che mi hanno spinto a scegliere il pallone piuttosto che le passerelle». Dove non sfigurerebbe affatto. [...]
mercoledì 10 settembre 2008
Baci da... Londra
Da qualche giorno se ne chiacchierava insistentemente, ma solo poche ore fa è arrivata la conferma. Gianfranco Zola (nella foto assieme a Luciano Capponi) ha accettato la proposta del Regno Unito e non sarà a Canosa per il Golden Match, ma in viaggio verso Londra dove lo attende la panchina del West Ham. Probabilmente già in serata siglerà ufficialmente la sua promessa ai tifosi: ‘un gioco spigliato e offensivo’.Una telefonata all’amico Luciano Capponi, raggiunto all’alba sul set del suo nuovo film, per raccontare il suo rammarico e la sua gioia. La voce emozionata come al primo ingaggio, quando si salutano gli amici di sempre ai bordi di quel campetto che ha accolto per primo le loro azioni ‘eroiche’, il dispiacere di lasciarli, la gioiosa attesa del futuro….
E’ con questo ardore, velato di inaspettata innocenza, che Magic Box ha raccontato a Luciano, capitano della ‘sua’ squadra benefica, il team NFNP, le nuove speranze. Insieme al dispiacere di non poter essere presente domani al ‘golden match della vittoria’, l’attesissimo appuntamento con il triangolare di calcio tra il team NFNP, l’Acmei calcio femminile e l’All Star Canosa, e soprattutto con i ragazzi usciti vittoriosi dal Torneo di Street Football, che avrebbero giocato in squadra con il loro eroe. «A tutti loro arriva, d’Oltremanica, l’abbraccio di chi porta sul campo l’esperienza e la fantasia di un vero maestro, ma conserva il cuore di un esordiente». E’ la voce di Luciano Capponi, che si fa portavoce per l’amico, a trasmettere il messaggio a Canosa e ai suoi ragazzi.
«L’ingaggio britannico è uno di quelli cui non si può dire di no – racconta ancora Capponi - soprattutto per chi, come Gianfranco, adora Londra e il suo stile di vita e accoglie ogni nuova proposta come se fosse la prima della sua carriera. E’ una grande chance in Premier League – aggiunge - che neppure Gianfranco si aspettava… Cosa mi ha detto? Solo questo: ‘Porta per me a Canosa il mio cuore. Insieme alle mie scuse, al mio abbraccio, al mio incitamento e…»
Un sorriso tra i ‘fratelli di pallone’ e poi la conclusione del regista: «…E allo spirito di quella palla che mi auguro porterai sempre con te. Auguri Gianfranco e… non preoccuparti. A Canosa la gente allo stadio si divertirà, eccome! Anch’io, come te, conosco un solo tipo di gioco, divertente e votato all’attacco… Buona fortuna amico mio».
Pubblicato da
NFNP
alle
15:50
Etichette: Gianfranco Zola, Luciano Capponi, no fair no play






