
Si è svolta venerdì 26 settembre presso gli uffici del Municipio di Canosa la cerimonia di consegna dell’incasso ricavato dalla manifestazione “Canosa for Children” tenutasi l’11 settembre scorso, sotto l'egida di No Fair No Play Onlus, presso lo Stadio San Sabino.
Alla cerimonia hanno partecipato il fiduciario canosino dell’Unicef Nicola Zagaria, una rappresentanza dell’Associazione “All for Child”organizzatrice dell’evento benefico guidata dal proprio Presidente Francesco Loglisci ed alla presenza del Sindaco di Canosa Francesco Ventola, l’Assessore allo Sport Sabino Malcangio.
Questo incontro è servito per consegnare simbolicamente il ricavato della manifestazione organizzata da “All for Child” e dalla Onlus “No Fair No Play” al fiduciario Unicef che girerà l’incasso a favore del progetto denominato “Scuole in Eritrea”. “Dobbiamo ringraziare tutti coloro che hanno partecipato a questo grande evento – ha commentato il Presidente Loglisci - perchè grazie al loro contributo hanno donato 4269,00 euro che serviranno a costruire scuole ed a sostenere l’istruzione in un paese poverissimo come quello eritreo. Siamo particolarmente orgogliosi per la riuscita dell’evento e possiamo affermare che questo tipo di manifestazioni si ripeteranno in futuro e ci vedranno ancora in prima linea nel sostenere progetti di sviluppo e di sostegno nei confronti dei bambini. Vorremmo anche ringraziare tutti coloro che nel silenzio hanno lavorato duramente per la riuscita dell’evento, – conclude Loglisci - gli sponsor e le Istituzioni che ci hanno supportato ed hanno condiviso motivazioni e modalità dell’azione benefica come la Provincia di Bari ed il Comune di Canosa nonché i nostri partner della No Fair No Play per aver regalato alla nostra Città una serata di grande sport coniugata sposando un progetto di solidarietà importante come quello in Eritrea.”
venerdì 10 ottobre 2008
Consegnato l'incasso dell'evento di Canosa
sabato 22 dicembre 2007
Il c/c per i ragazzi di Suor Lucia
L'evento "No Fair No Play 2007" si è concluso ma il conto corrente a favore del Progetto di Suor Lucia continua ad essere attivo. Il vostro contributo può ancora essere versato sul c/c postale n. 85 99 15 11 intestato a No Fair-No Play onlus – ‘Progetto Zone Disagiate di Catania - Suor Lucia’.
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Un successo al di là di qualunque risultato partita
Si sono spenti i riflettori sul match più ‘caldo’ dell’anno: No Fair-No Play 2007. Anche se a scaldarlo non sono stati i fantapronostici sul risultato o i punti classifica delle formazioni in campo. Il calore è arrivato questa volta dal pubblico numeroso e vivace, in decisa controtendenza alla ‘desertificazione’ delle tribune, e dalla generosità dell’intera città di Catania, che, nonostante la temperatura poco clemente, ha partecipato in massa all’evento, consentendo una raccolta benefica di tutto rispetto.
L’obiettivo è stato pienamente centrato sia per Unicef - Progetto Benin contro il traffico dei bambini, che per l’iniziativa dedicata ai ragazzi di Suor Lucia. Oltre 16 mila euro l’incasso della serata mentre è ancora attivo il conto corrente acceso per l’occasione, che ci auguriamo porti risultati cospicui al Progetto di Suor Lucia.
Rosario Patanè, appassionato presidente della Municipalità più complessa di Catania, è felice. Sembra interessato più a far conoscere i problemi di Librino che ad ottenere una minuscola goccia benefica nel grande calderone delle necessità del suo quartiere. E’ convinto che per merito di No fair-No Play e della pubblicità veicolata dall’evento, da questo momento i veri risultati nel suo quartiere li porterà la provvidenza....
Così è già stato, ma forse Patanè non si aspettava che la Provvidenza vestisse panni tanto inaspettati e inusuali, visto che la risposta è arrivata, tempestiva, la sera stessa dell’evento, da parte di Michele Capomacchia. Il Questore di Catania ha dato assicurazione sul suo intervento a favore della costruzione di un centro sportivo dedicato ai ragazzi di Librino in condivisione con i figli degli agenti di Polizia. E se sarà lui a caldeggiarne la realizzazione siamo certi non ci saranno ostacoli ai disegni della... provvidenza.
E lei? Suor Lucia? La piccola donna che si prodiga per i giovani del Quartiere Librino, si schermisce, non vuole pubblicità al suo lavoro, insiste dicendo ‘io non sono nessuno’. Sì, anche lei, come Ulisse, è davvero Nessuno di fronte al Ciclope, ma tutti ricordano la fine di Polifemo...
Che altro dire? Solo che certe partite sembrano le solite partite, ma No Fair-No Play non lo è stata, non lo è. Non è stata una partita del cuore, anche se ha dimostrato di avere un cuore grande e appassionato. Non è stata solo beneficenza, anche se ogni centesimo raccolto è stato dedicato agli obiettivi benefici promessi. No Fair - No Play è stato, ed è, un grande progetto dedicato a tutti i bambini, perché possano davvero scegliere in quale futuro vivere.
Perché – come sottolinea Luciano Capponi, ideatore del progetto e Presidente del Comitato Etico - ‘Scherzosamente, ma “No Fair – No Play” è anche scanzonata, ci siamo immaginati la regina d’Inghilterra nascere nel quartiere la Sanità di Napoli o in una favela: che farebbe oggi, sempre la regnante? Diamo un’occasione anche a questa regina, svegliatasi in una realtà certo a Lei non congeniale. Non tante occasioni, almeno una’.
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mercoledì 12 dicembre 2007
Un campo di calcio per i ragazzi di Suor Lucia
Come vogliamo chiamarlo? Forse ‘Progetto Suor Lucia’ basterebbe. Basterebbe a chi conosce i suoi passi silenziosi, le mani instancabili, il sorriso che, solo, sa colorare di speranza i sogni di un futuro dentro un bunker di cemento, dove non c’è finestra che possa restituire ai bambini un pezzetto di cielo.
E’ per merito di Rosario Patanè, appassionato presidente della Municipalità più complessa di Catania che No Fair - No Play onlus ha conosciuto Suor Lucia e Librino, un quartiere giovane e difficile come lo sono le creature cresciute troppo in fretta, spesso destinate a generare disagi a se stesse prima che agli altri.
Vent’anni l’età del quartiere, ma anche delle promesse di servizi e sviluppo sociale. Centomila gli abitanti di un’area che, in base alla sua popolosità, la farebbero la quarta città siciliana. Tante case, qualche oasi felice, poche possibilità di aggregazione. Un solo punto di riferimento per i ragazzi, il Centro giovanile Giovanni Paolo II. Nessun campo di calcio.
E così Librino, quartiere adolescente che cancella il sorriso agli adulti e trasforma in adulti i suoi ragazzi, si trasforma in simbolo di un malessere diffuso e apparentemente incontrastabile, nel quale, accanto ai piccoli risultati importanti costruiti dall’intera comunità, crescono spontaneamente mostruosità off limits, come il bunker di cemento dove Suor Lucia presta la sua opera paziente e silenziosa.
Il match No Fair-No Play del 17 dicembre, porterà al Massimino una sfida in onore del calcio, una festa in onore della città, ma soprattutto un sorriso in onore di tutti i ragazzi di Catania. In particolare dei bambini di Librino, cui sarà destinata parte della raccolta benefica.
I fondi raccolti attraverso le donazioni sul c/c postale n. 85 99 15 11 intestato a No Fair-No Play onlus – ‘Progetto Zone Disagiate di Catania’ andranno a Suor Lucia e al suo impegno e consentiranno la costruzione di un piccolo campo di calcio per i ragazzi di Librino. Se poi la generosità aprirà canali inaspettati e il ricavato supererà l’impegno di spesa preventivato, chissà... Magari si metterà mano a una riparazione urgente, si risponderà a qualche bisogno delle Municipalità, insomma si offrirà un’altra occasione a un bambino.
Perché, come sottolinea Luciano Capponi, ideatore del progetto e Presidente del Comitato etico di No Fair-No Play onlus: ‘Scherzosamente, ma “No Fair – No Play” è anche scanzonata, ci siamo immaginati la regina d’Inghilterra nascere nel quartiere la Sanità di Napoli o in una favela: che farebbe oggi, sempre la regnante? Diamo un’occasione anche a questa regina, svegliatasi in una realtà certo a Lei non congeniale. Non tante occasioni, almeno una’.
Certe volte basta poco per allontanare le nuvole dagli occhi dei bambini: il sorriso di una donna per superare il muro della diffidenza e del pregiudizio, una striscia d’erba appoggiata sul cemento e due porte delimitate da reti vere, non più da sassi e pietre, per riuscire a scorgere un pezzetto di futuro.
Sì, se lei lo consentirà, lo chiameremo ‘Progetto suor Lucia’, una goccia del nostro impegno dentro la sua idea di futuro. Che è poi la nostra stessa idea.
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